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venerdì 24 settembre 2021

Le parole in montagna, Erri De Luca "Sulla traccia di Nives"

Sarà capitato a tanti di notare come cambi l'utilizzo delle parole in montagna. Il pensiero più immediato e banale porta a pensare al tipico saluto che in alta quota è riservato a chi si incrocia in escursione. Sul tema dell'utilizzo delle parole in alta quota, riporto uno splendido passaggio di Erri De Luca, grande appassionato di montagna e scalatore. Nel suo "Sulla traccia di Nives", segue e dialoga con la scalatrice bergamasca Nives Meroi

"A valle, nelle città, le parole sono aria viziata, escono dalla bocca straparlate, non portano conseguenze. A valle vanno sprecate nel vocio della politica, della pubblicità, dell'economia [..] Quassù ce le teniamo in bocca, costano energie e calore, usiamo le necessarie, e quello che diciamo poi facciamo. Quassù le parole stanno in pari con i fatti". Tratto da "Sulla traccia di Nives", Erri De Luca, Mondadori 2005. 

Cliccando su questo collegamento, puoi consultare tutti i contenuti del blog LE MIE MONTAGNE dedicati ai libri sulla montagna.

martedì 27 luglio 2021

Guida ai Rifugi del Trentino di Benedetti e Decarli, un riferimento per l'escursionismo

In più occasioni, attraverso post relativi a singole escursioni o rifugi, o parlando in maniera più ampia del vivere la montagna, il blog si è occupato del concetto di affidabilità e credibilità. Quando si scrive di montagna e di escursionismo è doveroso assicurare oggettività, chiarezza e completezza di riferimenti. Quando ci si affida a guide, volumi e indicazioni su escursioni, è necessario scegliere le fonti. Dentro un'offerta, cartacea e online, sovrabbondante, è dunque fondamentale saper identificare competenza e completezza. Come nel giornalismo, peraltro. 

La "Guida ai rifugi del Trentino" di Marco Benedetti e Riccardo Decarli (Casa Editrice Panorama) è un eccellente esempio di quanto appena descritto. Tutti i rifugi, alpini ed escursionistici, presenti nella provincia trentina, schedati e raccontati con tutte le caratteristiche storiche, geografiche e relativi accessi. E' un ottimo punto di partenza per organizzare, in sicurezza, le escursioni nelle montagne del Trentino. Benedetti è giornalista, Decarli tra i massimi saggisti su montagna e speleologia, bibliotecario nella preziosissima Biblioteca della Montagna-SAT di Trento. 

Cliccando su questo link, puoi consultare tutti i contenuti del blog dedicati a LIBRI e pubblicazioni sulla montagna.

lunedì 13 luglio 2020

Guida ai rifugi delle Dolomiti. Le pubblicazioni di Stefano Ardito

Esistono centinaia di dettagliate guide per meglio conoscere gli scorci, le camminate e i rifugi dolomitici. Considero un ottimo punto di partenza, per chi poco sa delle catene montuose raggiungibili da Fiemme e Fassa, il lavoro del giornalista Stefano Ardito. Grande conoscitore delle Dolomiti, ha all'attivo numerose pubblicazioni sul tema. Ne segnalo due, in qualche modo una è l'estensione dell'altra. 

"I 100 rifugi più belli delle Dolomiti", Guide ITER, 2017 e "I rifugi delle Dolomiti. Trentino e Alto Adige, 353 rifugi, malghe e bivacchi", Guide ITER, 2016. Sono schedati e raccontati i rifugi, con dettagli di ospitalità e accenni di storia, e indicazioni a come raggiungerli e ad alcune possibili escursioni che li riguardano.




giovedì 29 agosto 2019

I colori dei Monti Pallidi. Le incantevoli fotografie di Flavio Faganello

Foto di Flavio Faganello
Rimasi incantato davanti a questa immagine. Ero in una baita in val di Fassa. Lì, attorno a un camino, ebbi la fortuna di trovare il volume "I colori dei monti Pallidi". E con quel libro fotografico, iniziai a interessarmi delle fotografie di Flavio Faganello, grande fotografo della montagna trentina.

Sono intensi ritratti di una vita montagna che è contemporaneamente passato e presente. Nell'immagine che mi ha conquistato (e che ripropongo nel blog) sono ritratti alcuni giovani in val Venosta, immortalati una mattina d'inverno mentre percorrevano il quotidiano tragitto per raggiungere la scuola.

"I colori di monti Pallidi" è stato edito nel 2009. Raccolta di foto di Flavio Faganello. Priuli&Verlucca editore.

"Il colore dei monti pallidi"


lunedì 6 maggio 2019

"Lo sport è una cosa seria", nel libro si parla anche del rapporto tra essere umano e montagna, attraverso la scelta di Tamara Lunger

Ho scritto un libro. Si intitola "Lo sport è una cosa seria", pubblicato da Editoriale Sometti e uscito nelle librerie lo scorso mese di dicembre. E' un libro che racconta, secondo il mio punto di vista e gli incontri che ho avuto, il rapporto attuale tra l'essere umano e lo sport. E nel libro non poteva mancare il riferimento a una delle mie grande passioni. La montagna. Il capitolo "Sul concetto di vittoria" è un approfondimento sulla scelta dell'alpinista Tamara Lunger durante la scalata invernale del Nanga Parbat e di come questa scelta sia stata rilevante, rivoluzionaria e ispiratrice.

SINOSSI. Un viaggio lungo quattro anni, come l'intervallo tra due Olimpiadi, alla ricerca di un senso profondo dello sport nella società contemporanea. Dal prezzo che le periferie sportive pagano alla globalizzazione - con i campi di calcio in periferia che diventano teatri di violenza, aggressioni ad arbitri e risse tra genitori - sino ai luminosi germogli di riscatto. Dati, analisi e incontri sono raccontati attraverso sfumature molteplici che descrivono mondi apparentemente opposti. Lo sport contemporaneo governato dalla finanza globale riesce infatti ad imporre modelli e brand universali ma può anche raccontare di maternità e integrazione, migrazioni e guerre, malattie e pressioni, imprevisti e ripartenze, maschilismo ed emancipazione. Insegna che, in fondo, ci si può rialzare dopo un incidente, resistere a condizioni invalidanti o sistemi deviati, emanare umanità e dolcezza, continuare a vivere proprio grazie ai valori universali e primitivi insiti nella pratica sportiva.

Un momento della presentazione del libro "Lo sport è una cosa seria"
alla libreria La Feltrinelli di Verona lo scorso gennaio.

Cliccando su questo collegamento, tutti gli aggiornamenti e le news sul libro "Lo sport è una cosa seria", dalla pagina ufficiale Facebook del volume. 

A questo link il libro "Lo sport è una cosa seria" acquistabile su IBS.it


sabato 3 settembre 2016

Maria Piaz, la mare del Pordoi

Maria Piaz, foto vitatrentina.it
Maria Piaz è una figura chiave della storia della Val di Fassa. Chiamata la "mare del Pordoi", la madre del Pordoi in lingua ladina. Ha anticipato i tempi, assicurando un determinante contributo allo sviluppo del turismo in val di Fassa e del Pordoi. L'ha fatto rimboccandosi le maniche per una vita intera. Da una baracca presa in affitto a inizio Novecento all'ideazione e ai lavori per la funivia per il Sass Pordoi. Vedere e anticipare la direzione che prendono i tempi non è da tutti.

Di Maria, sorella della grande guida alpina Tita Piaz, ha raccontato la vita Luciana Palla nel libro "Dal Pordoi a Katzenau". E' la storia di una vita di montagna, di coraggio e sacrificio, di visioni anticipatrici (si innamorò e investì nel Pordoi quando ancora non c'erano strade che portavano al Passo) e scelte sbagliate (interessanti le riflessioni sul matrimonio dal quale uscì con una separazione).

Il libro di Luciana Palla
Nata a Pera di Fassa nel 1877, Maria Piaz fu la prima donna fassana a separarsi dal marito. Donna separata e imprenditrice in un settore - il turismo - che ancora avrebbe dovuto svilupparsi, ma anche una madre internata e separata dai figli. La baracca presa in affitto al Pordoi a inizio Novecento crebbe e, con l'avvento della Strada delle Dolomiti, generò ristoranti, sviluppo, turismo. Una vita non semplice, con tanto di internamento nel campo di Katzenau e poi a Linz dall'aprile 1915 al 1918 per aver aiutato due trentini irredentisti a oltrepassare il confine dal Fedaia.

Una capacità anticipatrice e di visione d'insieme che mai si fermò. Negli anni Sessanta fu infatti Maria, con il figlio Francesco Dezulian, a spingere per la realizzazione della funivia dal Passo al Sass Pordoi che vide la luce nel 1963. A Maria è intitolato il Rifugio in vetta alla terrazza delle Dolomiti e una via di ascensione al Sass. Passando dal Pordoi è doveroso un omaggio a una straordinaria donna di montagna.


lunedì 22 settembre 2008

I laghi della Val di Fiemme

I laghi della Val di Fiemme

Padre Lucio Zorzi, missioniario in Brasile dal 1966, ha realizzato nel 2003 il libro "I laghi della Val di Fiemme - Album fotografico e guida per escursionisti" attraverso il quale descrive e racconta i meravigliosi laghi sparsi per la vallata e, raccontandoli, propone interessanti escursioni tra i sentieri di Fiemme.
In una sessantina di pagine sono elencati tutti i laghi, naturali e artificiali, piccoli e grandi, presenti nella val di Fiemme. E' un volume facilmente consultabile, che stupirà l'osservatore con la schedatura di ben ventisei laghi fiemmesi. 
Ogni lago è introdotto da una fotografia, seguito da una descrizione della posizione e della sua natura, arricchito da indicazioni su come raggiungerlo attraverso camminate più o meno lunghe. E' un album fotografico corredato da preziose indicazioni per meravigliose giornate all'interno della val di Fiemme, uno strumento utile per imparare a conoscere al meglio il Lagorai, Valmaggiore, Sadole, il Lusia e gli altri suggestivi angoli delle Dolomiti di Fiemme.

Titolo: I laghi della Val di Fiemme.
Autore: Padre Lucio Zorzi.
Anno: 2003.
pagine: 68.