La notte del 29 ottobre 2018, la Tempesta Vaia ha flagellato ampie zone di Trentino, Alto Adige e Veneto. Tra i punti più colpiti la val di Fiemme e la val d'Ega. In Fiemme, i boschi attorno al Passo Lavazè e nella Foresta di Paneveggio sono stati pesantemente flagellati. Qualche chilometro più in là, in Sud Tirolo, è stato il paesaggio montano del Lago di Carezza a essere devastato.
Visuale della devastazione di Vaia da Passo Oclini.
In quelle drammatiche ore, i venti arrivarono a superare i 200 chilometri orari tra Trentino e Veneto, abbattendo milioni di alberi. A due anni di distanza, il lavoro eroico e incessante di pulizia e ripristino è tuttora in corso e, nella migliore ipotesi, avrà ancora alcuni anni davanti a sé. Il paesaggio ne è tuttora fortemente segnato e rivoluzionato. Quasi irriconoscibile il Lavazè, un tempo totalmente attorniato da larici e abeti, oggi ancora profondamente ferito, specie nei tratti visibili dalla strada che sale da Cavalese e Varena. Anche nei pressi di passo Oclini il panorama è drammatico. Nelle seguenti immagini, una documentazione fotografica di come i segni di Vaia siano pesantemente presenti anche due anni dopo il disastro.
Visuale dal Corno Bianco.
Tronchi accatastati e danni di Vaia, salendo verso Lavazè.
I cervi del Parco naturale di Paneveggio e delle Pale di San Martino sono da decenni un'attrattiva per chi in macchina sale verso Passo Rolle. Da ammirare e fotografare, comodamente. Il progetto di reintroduzione del cervo europeo nell'area di Paneveggio risale alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Come specifica infatti un pannello in loco, nella valle del Travignolo i cervi scomparvero nel 1893, con l'uccisione al Forte Dossaccio dell'ultimo esemplare. Nel 1957 è stata immessa una coppia di cervi. Da allora a oggi la crescita è stata importante e ora alcuni branchi popolano il Parco di Paneveggio.
Cervo maschio, a Paneveggio.
Come raggiungere il recinto dei cervi di Paneveggio: salendo in auto da Predazzo in direzione Passo Rolle, superata Bellamonte si raggiunge l'area di Paneveggio.
I boschi feriti, gli alberi spezzati. Un colpo al cuore. Le immagini arrivate nelle scorse ore dalla val di Fiemme, dalla val d'Ega e dall'Agordino lasciano senza parole. Una disastrosa tempesta di vento ha raso al suolo ettari e ettari di boschi tra Trentino, Alto Adige e Veneto bellunese. Una furia sconosciuta, un evento che nelle valli non trova riscontri nei decenni passati. La foto a fianco, di Predazzoblog.it, racconta di alcuni dei danni sulla strada che sale a Passo Rolle. Paneveggio in val di Fiemme e Carezza in val d'Ega i punti più colpiti dell'area dolomitica di Fiemme e Fassa. Un danno che potrebbe avere anche una pesante eredità idrogeologica, visto che le migliaia di alberi abbattuti dal vento garantivano la stabilità del bosco e della terra di montagna. Ampi tratti delle valli di Fiemme e Fassa sono restate senza energia elettrica per ore, in alcuni casi anche per giorni. Passi chiusi per motivi di sicurezza, dal Pordoi al san Pellegrino, dal Fedaia al Valles.
Di seguito gli aggiornamenti forniti dal sito Predazzoblog.it sulla situazione sopra Bellamonte: "La strada presenta criticità nel tratto subito dopo Bellamonte al ponte della Vallaccia fino alla diga di Fortebuso per piante cadute e sassi e nel tratto dopo la galleria fino a Paneveggio. Un grosso masso ha sfondato la sede stradale nei pressi della diga di Fortebuso. Da Paneveggio al Passo Rolle la strada è stata sgomberata dagli alberi ma lo scenario è davvero desolante. Ci racconta Michele Barigelli che a tratti si stenta a riconoscerne il luogo, è cambiata la fisionomia con lunghi tratti di bosco raso al suolo. La situazione al Passo Rolle è abbastanza buona, nonostante sia stata scoperchiata la casa dei Demez dove è subito scattata un’operazione di solidarietà anche da parte della Guardia di Finanza di Passo Rolle che si è resa disponibile con i suoi uomini ad aiutare nel ripristino provvisorio del tetto. Qualche danno si è registrato nelle adiacenze della Capanna Cervino e qualche piccolo allagamento nei seminterrati degli hotel".
Intervistato dal Corriere della Sera, Reinhold Messner ha puntato il dito sulla sensibilità (mancante) verso il riscaldamento globale. "Sono eventi che dovrebbero insegnarci qualcosa, ma la gente non capisce, non si rende conto, vota chi chiacchiera, chi ci riempie di parole vuote, come Trump. Anche in Italia un evento del genere dovrebbe lasciare il segno e far pensare, insegnare che se non si prendono i provvedimenti necessari, il terreno non regge più".
Da Youtube, gli effetti dell'alluvione ad Alba di Canazei in val di Fassa.
Al Passo Valles (altezza 2.032 metri sul livello del mare) è presenta una chiesetta. La chiesa in legno era in passato nel cimitero militare di Paneveggio. Fu smontata dopo la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita dove si trova oggi.
Per arrivare al Passo Valles, dalla val di Fiemme: da Predazzo salire a Paneveggio. Oltrepassato Paneveggio, al bivio Rolle-Valles, tenere la sinistra e seguire le indicazioni per il Valles.