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sabato 6 agosto 2022

Escursione sul Catinaccio. Dal Vajolet al Roda di Vael passando per il passo Cigolade

Camminata "Cigolade", escursione quattordici
(numero progressivo di escursione proposta dal blog). 

Da Rifugio Vajolet al Rifugio Roda di Vael. Nel cuore del Catinaccio


Vista della valle del Vajolet dal passo delle Cigolade 


Località di partenza: Rifugio Vajolet (2.243 metri)

Località di passo: Passo delle Cigolade (2.551 metri)

Località di arrivo: Rifugio Roda di Vael (2.283 metri)

Dislivello in salita: 308 metri.

Categoria escursione: E (escursionistico).

Livello di difficoltà: impegnativo, sconsigliato con brutto tempo.

Tempo di percorrenza: circa tre ore, solo andata.

Si parte in discesa, lasciandosi alle spalle il Rifugio Vajolet. Dopo qualche tornante in discesa, si imbocca la deviazione per il sentiero SAT 541, tenendo come riferimento le indicazioni per Passo Cigolade e Rifugio Roda di Vael. Da lì inizia un percorso in iniziale costante salita per circa 30 minuti, che poi si trasforma in camminata in piano su sentiero stretto ai piedi del Catinaccio. Dopo circa un'ora e 30 minuti di cammino, la strada torna a salire verso il passo delle Cigolade (pas da le Zigolade). Il tratto finale verso il passo è piuttosto ripido e sale sui tornanti tra il ghiaione. Si passa anche da una scaletta di ferro di circa 4 metri piantata nella roccia assieme ai cavi che consentono una più agevole salita. In 2 ore abbondanti si raggiunge il passo delle Cigolade, punto più alto dell'escursione a quota 2.551. E' sconsigliato mettersi in cammino in questo percorso in condizioni meteo instabili. Dal passo si discende poi su sentiero più ampio e comodo verso il Rifugio Roda di Vael, che si raggiungerà in ulteriori 45 minuti di cammino.

Il passo delle Cigolade, a quota 2.551.

sabato 25 settembre 2021

Due giorni in quota sul Catinaccio: Ciampedie-Santner-Antermoia-Cigolade-Roda di Vael

Le notti in quota, in rifugio, sono sempre momenti che restano. Esperienze che riconciliano. Giorni e notti in quota permettono di ritrovare il rapporto diretto con la montagna, pure in un tempo di diffuso accesso di massa, specie sulle vette dolomitiche.

Nelle scorse settimane, sono tornato a vivere due giorni in alta quota, tutti all'interno dell'incanto del Catinaccio. Riporto qui sinteticamente tracciato e indicazioni. 

Con partenza da Vigo di Fassa, funivia solo andata per Ciampedie. Dal pianoro del Ciampedie, risalendo la conca del Gardeccia, raggiunti e superati il rifugio Gardeccia e poi i rifugi Vajolet e Preuss. Dal Vajolet, in un'ora e dieci minuti raggiunto il rifugio Re Alberto, costruito alla base delle Torri del Vajolet. Nel tratto tra Vajolet e Re Alberto alcuni passaggi sono con corde fisse legate alla roccia. Dopo altri venti minuti al Rifugio Santner, sull'omonimo passo.

Le torri del Vajolet, dalla salita al Santner

Dal Rifugio Santner, a quota 2.650, ripresa la via della salita appena intrapresa, scendendo quindi verso Re Alberto e Vajolet, in un'ora e mezza circa. Nuovamente al Vajolet, imboccato il sentiero verso il passo di Antermoia. Dopo un'ora e mezza di cammino si arriva al Rifugio Passo Principe, da qui altrettanto tempo per raggiungere prima il passo di Antermoia e poi discendere verso il rifugio Antermoia, situato a pochi metri dall'omonimo lago. 

Il gruppo del Catinaccio, visto dal passo Antermoia

Dopo la notte passata nello splendido rifugio Antermoia, la seguente mattina ripresa la via del passo di Antermoia (a 2.770 metri di altitudine, il punto più alto della due giorni di escursione), poi ridiscendendo verso il Passo Principe. Dal Principe ripercorrendo il medesimo sentiero del giorno prima, arrivo ai rifugi Vajolet e Preuss. Dall'Antermoia al Vajolet circa tre ore di tempo. Una volta al Vajolet, imboccato il sentiero per il passo di Cigolade, che sale e pian piano sovrasta la conca del Gardeccia. Poco prima dell'ultima salita al passo di Cigolade vi sono alcuni punti attrezzati. Dal passo delle Cigolade, a quota 2.579, si gode di una doppia splendida visuale: da un lato sulla conca del Vajolet e sino al passo Principe, dall'altra sulla vallata che porta al Roda di Vael. Finale di percorso proprio in discesa, in un'ora dal passo si arriva al rifugio Roda di Vael, un'altra ora abbondante per discendere prima al Rifugio Paolina(passando per il monumento a Christomannos) e poi al passo di Costalunga, fine della due giorni.

martedì 17 agosto 2021

Viaggio fotografico - Le meravigliose Torri del Vajolet, cuore del Catinaccio

Una delle cartoline più suggestive e incantevoli delle Dolomiti è certamente quella del gruppo del Catinaccio. E nel Catinaccio, spicca l'imponente bellezza delle Torri del Vajolet. In questo post, alcuni scatti fotografici (agosto 2021) che immortalano le Torri del Vajolet e il gruppo del Catinaccio. Riprese dal Rifugio Santner e dal Passo Antermoia. 

Questi i nomi dei vari picchi delle torri del Vajolet: Torre Piaz, Torre Delago, Torre Stabeler, Torre Winkler, Torre Nord, Torre Est, Torre principale del Vajolet, a quota 2.821 metri. Alla base delle Torri del Vajolet, sorge il Rifugio Re Alberto I.


Le Torri dal Rifugio Santner


Scalatori in parete e in vetta

Il gruppo del Catinaccio e le Torri del Vajolet, da Passo Antermoia




venerdì 13 agosto 2021

Il gatto Canederlo e la magia del nuovo rifugio Santner, gestito da una giovane coppia


Il rifugio Santner è una perla incastonata nella meraviglia del Catinaccio, sopra quota 2.700 metri. Da circa due anni alla immaginifica bellezza del luogo si affianca una poetica, coraggiosa avventura di una coppia di giovanissimi gestori. Sotto i trent'anni, Romina e Michel hanno scelto di investire tutto, mettersi in gioco e gestire, rilanciandolo e ammodernandolo, il Santner. Michel sta in cucina, Romina serve ai tavoli. Sono l'anima, rinnovata, del rifugio. Per diversi anni, il Santner era rimasto chiuso, abbandonato. Di fatto tagliato fuori dai percorsi escursionistici nel Catinaccio. Ora è tornato ad essere un riferimento, una meta, un punto di sosta o di arrivo. Grazie al coraggio di due giovani altoatesini che hanno scelto di credere nel loro sogno grande, comune e condiviso. Costruendolo, giorno dopo giorno, a quota 2.734 metri di altitudine.

La poesia nella poesia è Canederlo, anche detto Knodel. Il gatto rosso del rifugio Santner. Il "vero padrone del rifugio", ho letto da qualche parte.

Al Santner si arriva salendo dal Rifugio Vajolet e Rifugio Re Alberto. In alternative, per alpinisti o escursionisti molto esperti, è presente una ferrata. Dal Rifugio si gode di una delle più incantevoli visuali sulle Torri del Vajolet. 

Con la gestione di Michel e Romina, sono iniziati i lavori per un futuro ampliamento del Santner, che attualmente conta 12 posti letto. E' possibile seguire il rifugio, tra foto e aggiornamenti, anche dalla pagina ufficiale Facebook "Santnerpass"

La vista della val d'Ega, dal Rifugio Santner

Le Torri del Vajolet, dal Santner




lunedì 6 agosto 2018

Il monumento a Christomannos, verso la Roda de Vael

Camminando verso il rifugio Roda di Vael ci si imbatte nel noto monumento al pioniere dell'alpinismo dolomitico Theodor Christomannos. Un'aquila di bronzo risalente al 1912, un anno dopo la scomparsa di Christomannos, e poi ricostruita alla fine degli anni Cinquanta. Theodor Christomannos, tra l'altro, fu il fondatore del Rifugio Roda di Vael, ai piedi del Catinaccio.

Il monumento a Theodor Christomannos si raggiunge dopo circa 20 minuti di camminata dal Rifugio Paolina, arrivo della seggiovia che parte nei pressi del Passo Costalunga.

venerdì 2 settembre 2016

Catinaccio e Torri del Vajolet: la vista panoramica dal Rifugio Vajolet

Foto panoramica scattata dal rifugio Vajolet, a 2.243 metri di altezza, sotto le Torri del Vajolet. In evidenza da sinistra il gruppo del Catinaccio, con le Torri del Vajolet. Sullo sfondo al centro si intravedono le vette verso l'Antermoia.

mercoledì 24 settembre 2008

Rifugi dolomitici - Rifugio "Re Alberto"


Rifugio "RE ALBERTO"
Si tratta di uno dei rifugi con la posizione più invidiabile nell'intero panorama delle Dolomiti. Ai piedi delle torri del Vajolet, nel gruppo del Catinaccio, il rifugio "Re Alberto", a 2621 metri di altitudine, è meta ambita degli escursionisti e un punto di snodo fondamentale per camminate sensazionali e, per i più esperti, coraggiose arrampicate. 
Il nome è un omaggio a Re Alberto I del Belgio che a inizio Novecento era solito effettuare escursioni sulle Dolomiti, accompagnato dall'esperto alpinista fassano Tita Piaz. Il rifugio è di proprietà privata, gestito da Valeria Pallotta, ed è aperto durante la stagione estiva dal 20 giugno al 20 settembre. E' raggiungibile da Vigo di Fassa (funivia), Pera di Fassa (seggiovie) e anche Nova Levante. 
Sito internet: www.rifugiorealberto.com 




Rifugio "RE ALBERTO" - Altezza 2621 metri
Gestito da: Valeria Pallotta
Strada Parvela 25 – 39036 Badia – BZ
Tel. +39 0462 763428 (rifugio)
Cell. +39 334 7246698
e-mail: 
valeria.pallotta@rolmail.net