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sabato 6 agosto 2022

Escursione sul Catinaccio. Dal Vajolet al Roda di Vael passando per il passo Cigolade

Camminata "Cigolade", escursione quattordici
(numero progressivo di escursione proposta dal blog). 

Da Rifugio Vajolet al Rifugio Roda di Vael. Nel cuore del Catinaccio


Vista della valle del Vajolet dal passo delle Cigolade 


Località di partenza: Rifugio Vajolet (2.243 metri)

Località di passo: Passo delle Cigolade (2.551 metri)

Località di arrivo: Rifugio Roda di Vael (2.283 metri)

Dislivello in salita: 308 metri.

Categoria escursione: E (escursionistico).

Livello di difficoltà: impegnativo, sconsigliato con brutto tempo.

Tempo di percorrenza: circa tre ore, solo andata.

Si parte in discesa, lasciandosi alle spalle il Rifugio Vajolet. Dopo qualche tornante in discesa, si imbocca la deviazione per il sentiero SAT 541, tenendo come riferimento le indicazioni per Passo Cigolade e Rifugio Roda di Vael. Da lì inizia un percorso in iniziale costante salita per circa 30 minuti, che poi si trasforma in camminata in piano su sentiero stretto ai piedi del Catinaccio. Dopo circa un'ora e 30 minuti di cammino, la strada torna a salire verso il passo delle Cigolade (pas da le Zigolade). Il tratto finale verso il passo è piuttosto ripido e sale sui tornanti tra il ghiaione. Si passa anche da una scaletta di ferro di circa 4 metri piantata nella roccia assieme ai cavi che consentono una più agevole salita. In 2 ore abbondanti si raggiunge il passo delle Cigolade, punto più alto dell'escursione a quota 2.551. E' sconsigliato mettersi in cammino in questo percorso in condizioni meteo instabili. Dal passo si discende poi su sentiero più ampio e comodo verso il Rifugio Roda di Vael, che si raggiungerà in ulteriori 45 minuti di cammino.

Il passo delle Cigolade, a quota 2.551.

martedì 17 agosto 2021

Viaggio fotografico - Le meravigliose Torri del Vajolet, cuore del Catinaccio

Una delle cartoline più suggestive e incantevoli delle Dolomiti è certamente quella del gruppo del Catinaccio. E nel Catinaccio, spicca l'imponente bellezza delle Torri del Vajolet. In questo post, alcuni scatti fotografici (agosto 2021) che immortalano le Torri del Vajolet e il gruppo del Catinaccio. Riprese dal Rifugio Santner e dal Passo Antermoia. 

Questi i nomi dei vari picchi delle torri del Vajolet: Torre Piaz, Torre Delago, Torre Stabeler, Torre Winkler, Torre Nord, Torre Est, Torre principale del Vajolet, a quota 2.821 metri. Alla base delle Torri del Vajolet, sorge il Rifugio Re Alberto I.


Le Torri dal Rifugio Santner


Scalatori in parete e in vetta

Il gruppo del Catinaccio e le Torri del Vajolet, da Passo Antermoia




venerdì 13 agosto 2021

Il gatto Canederlo e la magia del nuovo rifugio Santner, gestito da una giovane coppia


Il rifugio Santner è una perla incastonata nella meraviglia del Catinaccio, sopra quota 2.700 metri. Da circa due anni alla immaginifica bellezza del luogo si affianca una poetica, coraggiosa avventura di una coppia di giovanissimi gestori. Sotto i trent'anni, Romina e Michel hanno scelto di investire tutto, mettersi in gioco e gestire, rilanciandolo e ammodernandolo, il Santner. Michel sta in cucina, Romina serve ai tavoli. Sono l'anima, rinnovata, del rifugio. Per diversi anni, il Santner era rimasto chiuso, abbandonato. Di fatto tagliato fuori dai percorsi escursionistici nel Catinaccio. Ora è tornato ad essere un riferimento, una meta, un punto di sosta o di arrivo. Grazie al coraggio di due giovani altoatesini che hanno scelto di credere nel loro sogno grande, comune e condiviso. Costruendolo, giorno dopo giorno, a quota 2.734 metri di altitudine.

La poesia nella poesia è Canederlo, anche detto Knodel. Il gatto rosso del rifugio Santner. Il "vero padrone del rifugio", ho letto da qualche parte.

Al Santner si arriva salendo dal Rifugio Vajolet e Rifugio Re Alberto. In alternative, per alpinisti o escursionisti molto esperti, è presente una ferrata. Dal Rifugio si gode di una delle più incantevoli visuali sulle Torri del Vajolet. 

Con la gestione di Michel e Romina, sono iniziati i lavori per un futuro ampliamento del Santner, che attualmente conta 12 posti letto. E' possibile seguire il rifugio, tra foto e aggiornamenti, anche dalla pagina ufficiale Facebook "Santnerpass"

La vista della val d'Ega, dal Rifugio Santner

Le Torri del Vajolet, dal Santner




giovedì 12 agosto 2021

Viaggio fotografico - Lago e Vallon d'Antermoia all'alba, la magia di enrosadira e specchio d'acqua

Il vallon d'Antermoia e il lago d'Antermoia ripresi di prima mattina, poco dopo l'alba, in una splendida giornata estiva. Nella prima immagine, il riflesso e l'azzurro limpido dell'unico lago del Catinaccio e nella seconda lo splendido, incantevole effetto dell'enrosadira sulle crode e il Catinaccio d'Antermoia. Le fotografie panoramiche sono state scattate nei pressi del Rifugio Antermoia, nell'agosto 2021.



Cliccando su questo collegamento, puoi consultare tutti i contenuti del blog sulla FOTOGRAFIA.

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mercoledì 21 luglio 2021

Viaggio fotografico - La Val San Nicolò

La Val San Nicolò è una delle più caratteristiche dell'intero Trentino. Raggiungibile comodamente da Pozza di Fassa, si contraddistingue per i pascoli, il verde, le malghe e i baiti. E' una lunga vallata, priva di particolari pendenze, dunque molto frequentata da famiglie con bambini. 

Attraversata dall'omonimo Rio San Nicolò, è circondata dai gruppi montuosi di Monzoni, Buffaure e Costabella.



Da qualche anno, l'accesso alla Val San Nicolò in automobile è possibile sino a poco oltre Meida, frazione di Pozza di Fassa. Da lì in avanti è attivo un servizio navette che porta sino in località Sauch, in piena Val San Nicolò. Distante 4 chilometri da Meida, punto di partenza per comode escursioni. 

lunedì 19 luglio 2021

Rifugi dolomitici - Rifugio Contrin

 

Il rifugio Contrin si trova a quota 2.016 metri di altitudine, in fondo alla val Contrin, ai piedi del massiccio della Marmolada. E' uno dei rifugi con più storia dell'intero arco dolomitico. La prima costruzione risale al 1897, a cura della sezione di Norimberga del club alpino austriaco-tedesco.

Oggi è uno dei più frequentati dagli escursionisti di Fassa. Si può raggiungere da Penìa di Canazei, in una camminata di circa due ore. Si trova sul percorso della Via Alpina e della Alta Via Dolomitica numero 2.

Nel 1979 fu visitato da Papa Giovanni Paolo II, all'interno del rifugio sono affisse alcune foto di quella storica giornata d'agosto. Dal 1983 l'Associazione Nazionale Alpini promuove il Pellegrinaggio degli Alpini al Contrin. Da anni il Rifugio Contrin ha un'aggiornata pagina Facebook



Cliccando su questo link, puoi consultare tutti i contenuti del blog LE MIE MONTAGNE dedicati ai RIFUGI DOLOMITICI.

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lunedì 1 marzo 2021

Viaggio fotografico - I Laghi di Lusia

Uno dei più suggestivi, incantevoli panorami tra Fiemme e Fassa. I laghi di Lusia, tre laghetti alpini sopra quota 2.300 metri di altitudine, sorgono all'interno di un antico cratere vulcanico, ai piedi del suggestivo scenario di Cima Bocche. Le fotografie che trovate nel post sono state scattate dalla trincea, oggi straordinario punto di osservazione e durante la Prima guerra mondiale combattuta terra di confine, a quota 2.425 metri. I Laghi di Lusia sono tre. Il maggiore si trova a quota 2.334, poco più in alto si trova il secondo laghetto a quota 2.352. Guardando Cima Bocche, e scorrendo lo sguardo a destra si troverà il terzo, più distanziato lago di Lusia, a quota 2.380. Sulle sponde del maggiore dei tre laghi, sorge il Bivacco Sandro Redolf. 



Da questa angolazione, scendendo dalla trincea, si ammirano tutti e tre i Laghi di Lusia. Sul lato destro della fotografia, si vede infatti anche il terzo, più distanziato lago.





I laghi di Lusia si possono raggiungere salendo dagli impianti del Castelir (Bellamonte) e poi Passo Lusia, oppure da Malga Bocche. Entrambe le camminate, che volendo possono formare un anello, vi porteranno dentro splendidi panorami e in una lussureggiante flora. 



giovedì 30 luglio 2020

Bivacco Sandro Redolf, riparo ai laghi di Lusia a quota 2.335 metri

Il Bivacco Sandro Redolf si trova a fianco del principale dei tre laghi di Lusia, a quota 2.335 metri di altitudine. Il bivacco Redolf si può raggiungere salendo dalla Morea oppure da Malga Bocche. Si trova ai piedi di Cima Bocche, come detto a fianco del più grande dei laghi di Lusia. Si trova all'interno del territorio comunale di Moena, al confine con quello di Predazzo, è sempre aperto, può essere utilizzato da escursionisti di passaggio. E' intitolato a un politico locale, ex assessore del comune di Moena. 


Il bivacco Sandro Redolf, a fianco del grande lago di Lusia.



Interno del bivacco Redolf

lunedì 13 luglio 2020

Guida ai rifugi delle Dolomiti. Le pubblicazioni di Stefano Ardito

Esistono centinaia di dettagliate guide per meglio conoscere gli scorci, le camminate e i rifugi dolomitici. Considero un ottimo punto di partenza, per chi poco sa delle catene montuose raggiungibili da Fiemme e Fassa, il lavoro del giornalista Stefano Ardito. Grande conoscitore delle Dolomiti, ha all'attivo numerose pubblicazioni sul tema. Ne segnalo due, in qualche modo una è l'estensione dell'altra. 

"I 100 rifugi più belli delle Dolomiti", Guide ITER, 2017 e "I rifugi delle Dolomiti. Trentino e Alto Adige, 353 rifugi, malghe e bivacchi", Guide ITER, 2016. Sono schedati e raccontati i rifugi, con dettagli di ospitalità e accenni di storia, e indicazioni a come raggiungerli e ad alcune possibili escursioni che li riguardano.




mercoledì 12 giugno 2019

Turisti in Trentino, l'estate 2018 conferma Garda e Fassa oltre il milione di presenze

Torrente in estate, Canazei
Lago di Garda e val di Fassa si confermano i punti focali del turismo trentino d'estate, anche nei dati ufficiali della stagione 2018 diffusi dal Servizio Statistica provinciale. Dati confermati rispetto all'annata 2017, sia per l'area dell'Alto Garda, con il boom di turismo da Germania e Nord Europa verso il microclima gardesano, sia per l'area fassana che si conferma, per distacco, la valle più turistica del Trentino, sia in estate che in inverno.

Tra le prime cinque aree geografiche per presenze nell'estate nel 2018, tutte in crescita tranne la val di Fiemme, in lieve calo.


Presenze turisti in Trentino, estate 2018.
Garda Trentino 1.151.564 (1.194.000 nel 2017)
Valle di Fassa 1.123.890 (1.120.000 nel 2017)
Dolomiti di Brenta - Paganella 658.200 (643.000 nel 2017)
Valli di Sole, Peio e Rabbi 612.498 (595.000 nel 2017)
Val di Fiemme 452.906 (459.000 nel 2017)

A questo link i dati sul turismo invernale 2017/2018 in Trentino.

lunedì 27 agosto 2018

CAMMINATA OTTO - "Giro del Sassopiatto"

Camminata, escursione "GIRO DEL SASSOPIATTO"
(Forcella Rodella-Rifugio Friedrich August-Rifugio Pertini-Rifugio Sassopiatto e ritorno)


Località di partenza: Forcella Rodella (2.311 metri s.l.m.).
Località di arrivo: Rifugio Sassopiatto (2.300 metri s.l.m.).
Categoria escursione: T-E (turistico-escursionistico)
Livello di difficoltà: abbastanza facile.
Tempo di percorrenza: circa 2h 45' (andata e ritorno).

Il gruppo del Sassopiatto, visto dal Rifugio omonimo
 
Dalla Forcella Rodella (2.311 metri di altitudine) si parte per il giro dei rifugi e del Sassopiatto. Alla Forcella Rodella si può arrivare comodamente dalla funivia Col Rodella, da Campitello di Fassa, o in alternativa a piedi dal Passo Sella. L'itinerario proposto non presenta dislivelli significativi, ma si caratterizza per una camminata in quota. Tutti e tre i rifugi toccati hanno infatti simili altitudini. Camminata eccezionale dal punto di vista paesaggistico. Tra alpeggi e panorami su Sassolungo e Sassopiatto non deluderà. La camminata proposta ricalca parte della Altavia sentiero Friedrich August, intitolato al re di Sassonia grande amante delle Dolomiti.
Dal punto di partenza in pochi minuti si raggiunge il Rifugio Friedrich August (del quale parlo nel blog a questo indirizzo). Si prosegue mantenendo il sentiero che costeggia la base del gruppo del Sassolungo e del Sassopiatto, e in circa 40 minuti di agevole camminata si raggiunge il Rifugio  Sandro Pertini. (Di questo tratto si parla anche in un'altra escursione proposta, qui raggiungibile). L'itinerario prosegue sempre con le stesse caratteristiche, senza pendenze eccessive, per altrettanto tempo. Altri 40-45 minuti per raggiungere il Rifugio Sassopiatto, anch'esso in quota 2.300 metri. Attraverso questo percorso si potranno godere molteplici incantevoli visuali sul massiccio del Sassolungo e sul Sassopiatto. Con il ritorno a Forcella Rodella, si può stimare una durata di 2 ore e 45 minuti con passo costante e tranquillo. Dal Rifugio Sassopiatto, due ore di escursione (altre difficoltà) per raggiungere la vetta del Sassopiatto.

Alpeggio nei pressi del rifugio Sassopiatto

Dal rifugio alla vetta, due ore di cammino.

Il rifugio Sassopiatto

lunedì 20 agosto 2018

I dati sul turismo in Trentino e sulle Dolomiti. La Valle di Fassa si conferma regina del turismo invernale

Inverno a Passo Coe,
altopiano di Folgaria. 
La valle di Fassa si conferma la regina del turismo invernale in Trentino. I dati ufficiali del turismo diffusi dalla Provincia di Trento per la stagione invernale 2017/2018 parlano chiaro. Nell'analisi sono considerati, come da tradizione, i mesi da dicembre ad aprile. Valle di Fassa primeggia in assoluto con un milione 377 mila presenze registrate nell'inverno 2017/2018. La seconda forza turistica trentina nella stagione bianca è l'area di valli di Sole, Rabbi e Peio: superato il milione di turisti anche per questo comprensorio. Segue l'area di Madonna di Campiglio, Pinzolo e della Val Rendena, con circa 720 mila presenze. Al quarto e quinto posto assoluto le altre due grandi aree del turismo nazionale d'inverno. Le Dolomiti del Brenta, con l'Altopiano della Paganella hanno attratto 590 mila turisti, la Valle di Fiemme 522 mila (con la contigua area di San Martino, Primiero e Vanoi a sommarne altre 285 mila). Gli incrementi sulla precedente stagione invernali sono netti. Quattrocento mila turisti totali in più nell'inverno trentino 2017/2018 rispetto al precedente. Incrementeo di centosessantamila unità nella sola valle di Fassa.

Presenze turisti in Trentino, inverno 2017/2018.
Valle di Fassa 1.377.707 (1.219.000 nel 2017)
Valli di Sole, Pejo e Rabbi 1.081.027 (1.015 nel 2017)
Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena 723.179 (664 nel 2017)
Dolomiti di Brenta, Altopiano della Paganella 590.340 (551 nel 2017)
Valle di Fiemme 522.426 (499 nel 2017)
Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna 309.396 (285 nel 2017)

Turisti totali in Trentino nell'inverno 2017/2018: 5.921.588
Turisti totali in Trentino nell'inverno 2016/2017: 5.517.263

sabato 18 agosto 2018

Rifugi dolomitici - Rifugio Emilio Comici

Il Rifugio Emilio Comici
Il Rifugio Emilio Comici si trova a 2.153 metri di altitudine, ai piedi del massiccio del Sassolungo. E' situato sopra Plan de Gralba, piccola frazione del comune di Selva di Val Gardena. Raggiungibile a piedi dal Passo Sella, attraverso una panoramica camminata lungo la "Città dei Sassi", con camminate e impianti di risalita sia dalla Val di Fassa che dalla Val Gardena.

Costruito nel 1955 in una magnifica posizione ai piedi del Sassolungo, è stato ammodernato in maniera rilevante nel 2013. Presenta attualmente ristorazione, servizi e ampi comfort.

E' intitolato a Emilio Comici, triestino di origine, nato nel 1901 nella città sull'Adriatico. Trovò nelle Dolomiti l'amore di una vita. Si trasferì e trovò lavoro come guida alpina. Si affermò come un grandissimo alpinista, tra i pionieri dell'alpinismo moderno. Ottenne la medaglia d'oro per la scalata della parete nord del Sassolungo. Morì a Selva di val Gardena a soli 39 anni in seguito a una caduta in arrampicata.

Sito ufficiale del Rifugio Emilio Comici: https://www.rifugiocomici.com/

Pagina Facebook ufficiale del Rifugio Comici: https://www.facebook.com/RifugioEmilioComici/



lunedì 13 agosto 2018

Sassolungo: la vista panoramica dal Rifugio Friedrich August

Fotografia panoramica scattata poco dopo l'alba, dal Rifugio "Friedrich August", sopra Campitello di Fassa, a quota 2.300 metri di altitudine. Visuale d'insieme del gruppo del Sassolungo, Dolomiti di Fassa.

martedì 7 agosto 2018

Rifugi dolomitici - Il Rifugio Friedrich August

Rifugio Friedrich August,
con alle spalle il Sassolungo
Il Rifugio Friedrich August si trova a quota 2.300 metri di altitudine, ai piedi del gruppo del Sassolungo. E' comodamente raggiungibile tramite la funivia Col Rodella da Campitello di Fassa. Una volta giunti alla stazione a monte, lasciandosi alle spalle una ripida discesa, in circa 10-15 minuti si raggiunge il rifugio Friedrich August. E' dedicato a Federico Augusto II, re di Sassonia dal 1836 al 1854, grande amante dell'alpinismo e delle Dolomiti. Federico Augusto a metà Ottocento amava camminare ai piedi delle vette del Sassolungo. Il rifugio porta il suo nome, così come il sentiero che compie il giro del Gruppo del Sassolungo e del Sassopiatto e che passa per lo stesso rifugio. Punto di partenza ideale per camminate attorno al meraviglioso massiccio del Sassolungo: da una parte raggiungibili Rifugio Pertini e Rifugio Sasso Piatto, dall'altra Passo Sella e Rifugio Comici. L'interno del rifugio Friedrich August è confortevole e di assoluto pregio. Da qui si gode di una delle più incantevoli visuali del Sassolungo (Langkofel in tedesco, Saslonch in lingua ladina).

Un esemplare di highlander
al pascolo al Friedrich August.
La gestione della famiglia Prinoth lo ha reso distintivo negli ultimi anni, con l'allevamento di vacche highlander, razza di origine scozzese che ben si è inserita nei pascoli ai piedi del Sassolungo, tanto da ribattezzare il Friedrich August il "rifugio dello yak". Non tanto per la somiglianza della razza highlander allo yak tibetano, quanto per la gigantesca riproduzione in legno che accoglie i turisti dalla discesa del Col Rodella. Una highlander gigante (o uno yak, fate voi) costruita in legno di larice, con tanto di scandole che vanno a riprodurre il pelo dell'animale, a dare il migliore dei benvenuti. Qualche visitatore ne ricorderà negli anni passati una versione differente, era in polistirolo e si deteriorò. Ora la nuova struttura in larice ne restituisce imponenza e resistenza.
Il gigante in legno.

Periodo di apertura del rifugio Friedrich August: giugno-ottobre e dicembre-Pasqua.
Posti letto: circa 50.

Sito ufficiale del rifugio Friedrich August: www.fassa.com/IT/RifugioFriedrichAugust/
Pagina Facebook ufficiale del rifugio Friedrich August: www.facebook.com/RifugioFriedrichAugust/

lunedì 6 agosto 2018

Il monumento a Christomannos, verso la Roda de Vael

Camminando verso il rifugio Roda di Vael ci si imbatte nel noto monumento al pioniere dell'alpinismo dolomitico Theodor Christomannos. Un'aquila di bronzo risalente al 1912, un anno dopo la scomparsa di Christomannos, e poi ricostruita alla fine degli anni Cinquanta. Theodor Christomannos, tra l'altro, fu il fondatore del Rifugio Roda di Vael, ai piedi del Catinaccio.

Il monumento a Theodor Christomannos si raggiunge dopo circa 20 minuti di camminata dal Rifugio Paolina, arrivo della seggiovia che parte nei pressi del Passo Costalunga.

sabato 30 dicembre 2017

La bandiera ladina sventola nei rifugi di Fassa

In val di Fassa, meglio in diversi rifugi dolomitici della val di Fassa vi sarà capitato di incontrare questo vessillo. Sventola su molti tetti di malghe e rifugi. E' la bandiera ladina, orgoglio delle genti fassane, e porta i colori in rappresentanza del blu del cielo, bianco della neve e verde dei prati.

mercoledì 12 ottobre 2016

Webcam sul Col Rodella, Campitello di Fassa

Vi proponiamo una webcam su una delle più affascinanti terrazze delle Dolomiti di Fassa. In basso trovate la Webcam della Ski Area Col Rodella Campitello di Fassa, dalla località Pecol. Rifugio Ciampolin (2.007 m).



lunedì 5 settembre 2016

CAMMINATA SETTE - "Col Rodella-Rifugio Sandro Pertini"

Indicazioni alla stazione alta della funivia.
Camminata, escursione "COL RODELLA-RIFUGIO PERTINI".

Località di partenza: Stazione alta della Funivia Col Rodella (2.400 metri s.l.m.).
Località di arrivo: Rifugio Sandro Pertini (2.300 metri s.l.m.).
Livello di difficoltà: facile.
Tempo di percorrenza: circa 45'.


Si prende la funivia "Col Rodella" a Campitello di Fassa. Una volta arrivati alla stazione alta della funivia, si potrà godere di uno dei più stupefacenti panorami sulle Dolomiti, sul gruppo del Sassolungo, del Sella e il Pordoi. Il Sassolungo, la cui vetta da 3.179 metri è seconda solo alla Marmolada nelle Dolomiti di Fassa. La camminata qui raccontata parte proprio dalla stazione di arrivo della Funivia, si imbocca il sentiero numero 557 tenendo come riferimento le indicazioni per il Rifugio Pertini. Si sfiora il Rifugio des Alpes per poi scendere (in pochi minuti si perdono decine di metri, al ritorno da ricordare il dislivello in salita) verso il Rifugio Friedrich August. Da qui si terrà, in un leggero e dolce falsopiano, la crosta della montagna sino al raggiungimento del Pertini, in circa 45 minuti con passo tranquillo. Non ci sono difficoltà di sorta, il cammino è adatto a tutti gli appassionati della montagna. Dal Rifugio Pertini si può poi proseguire per il Rifugio Sassopiatto.

sabato 3 settembre 2016

Maria Piaz, la mare del Pordoi

Maria Piaz, foto vitatrentina.it
Maria Piaz è una figura chiave della storia della Val di Fassa. Chiamata la "mare del Pordoi", la madre del Pordoi in lingua ladina. Ha anticipato i tempi, assicurando un determinante contributo allo sviluppo del turismo in val di Fassa e del Pordoi. L'ha fatto rimboccandosi le maniche per una vita intera. Da una baracca presa in affitto a inizio Novecento all'ideazione e ai lavori per la funivia per il Sass Pordoi. Vedere e anticipare la direzione che prendono i tempi non è da tutti.

Di Maria, sorella della grande guida alpina Tita Piaz, ha raccontato la vita Luciana Palla nel libro "Dal Pordoi a Katzenau". E' la storia di una vita di montagna, di coraggio e sacrificio, di visioni anticipatrici (si innamorò e investì nel Pordoi quando ancora non c'erano strade che portavano al Passo) e scelte sbagliate (interessanti le riflessioni sul matrimonio dal quale uscì con una separazione).

Il libro di Luciana Palla
Nata a Pera di Fassa nel 1877, Maria Piaz fu la prima donna fassana a separarsi dal marito. Donna separata e imprenditrice in un settore - il turismo - che ancora avrebbe dovuto svilupparsi, ma anche una madre internata e separata dai figli. La baracca presa in affitto al Pordoi a inizio Novecento crebbe e, con l'avvento della Strada delle Dolomiti, generò ristoranti, sviluppo, turismo. Una vita non semplice, con tanto di internamento nel campo di Katzenau e poi a Linz dall'aprile 1915 al 1918 per aver aiutato due trentini irredentisti a oltrepassare il confine dal Fedaia.

Una capacità anticipatrice e di visione d'insieme che mai si fermò. Negli anni Sessanta fu infatti Maria, con il figlio Francesco Dezulian, a spingere per la realizzazione della funivia dal Passo al Sass Pordoi che vide la luce nel 1963. A Maria è intitolato il Rifugio in vetta alla terrazza delle Dolomiti e una via di ascensione al Sass. Passando dal Pordoi è doveroso un omaggio a una straordinaria donna di montagna.