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lunedì 11 ottobre 2021

I colori del Monte Cauriòl fotografato d'autunno da Passo Sadole

Le vette del Monte Cauriòl, e Cauriòl piccolo, fotografate da Passo Sadole nei giorni scorsi, dopo la prima spolverata di neve ad alta quota. Autunno 2021. Ai piedi delle crode, sul ghiaione, soprattutto sul lato sinistro, è evidente la colorazione rosso-violacea delle rocce porfiriche. Siamo nel cuore del Lagorai.


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martedì 17 agosto 2021

Viaggio fotografico - Le meravigliose Torri del Vajolet, cuore del Catinaccio

Una delle cartoline più suggestive e incantevoli delle Dolomiti è certamente quella del gruppo del Catinaccio. E nel Catinaccio, spicca l'imponente bellezza delle Torri del Vajolet. In questo post, alcuni scatti fotografici (agosto 2021) che immortalano le Torri del Vajolet e il gruppo del Catinaccio. Riprese dal Rifugio Santner e dal Passo Antermoia. 

Questi i nomi dei vari picchi delle torri del Vajolet: Torre Piaz, Torre Delago, Torre Stabeler, Torre Winkler, Torre Nord, Torre Est, Torre principale del Vajolet, a quota 2.821 metri. Alla base delle Torri del Vajolet, sorge il Rifugio Re Alberto I.


Le Torri dal Rifugio Santner


Scalatori in parete e in vetta

Il gruppo del Catinaccio e le Torri del Vajolet, da Passo Antermoia




giovedì 12 agosto 2021

Viaggio fotografico - Lago e Vallon d'Antermoia all'alba, la magia di enrosadira e specchio d'acqua

Il vallon d'Antermoia e il lago d'Antermoia ripresi di prima mattina, poco dopo l'alba, in una splendida giornata estiva. Nella prima immagine, il riflesso e l'azzurro limpido dell'unico lago del Catinaccio e nella seconda lo splendido, incantevole effetto dell'enrosadira sulle crode e il Catinaccio d'Antermoia. Le fotografie panoramiche sono state scattate nei pressi del Rifugio Antermoia, nell'agosto 2021.



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lunedì 26 luglio 2021

Fotografia e flora montana, il giglio martagone

La flora delle montagne trentine ha una ricchissima eterogeneità. Non così frequente, certamente incantevole, è il giglio martagone. Nella fotografia inserita nel post, una fioritura incontrata nell'alta val di Rabbi, nel luglio 2021. La sua fioritura varia da giugno ad agosto. E' presente nelle montagne del Nord e del Centro Italia. Deve il suo nome al Dio Marte, era ritenuto un portafortuna per i soldati dell'Impero Romano.

Giglio martagone, fioritura in val di Rabbi

mercoledì 21 luglio 2021

Viaggio fotografico - La Val San Nicolò

La Val San Nicolò è una delle più caratteristiche dell'intero Trentino. Raggiungibile comodamente da Pozza di Fassa, si contraddistingue per i pascoli, il verde, le malghe e i baiti. E' una lunga vallata, priva di particolari pendenze, dunque molto frequentata da famiglie con bambini. 

Attraversata dall'omonimo Rio San Nicolò, è circondata dai gruppi montuosi di Monzoni, Buffaure e Costabella.



Da qualche anno, l'accesso alla Val San Nicolò in automobile è possibile sino a poco oltre Meida, frazione di Pozza di Fassa. Da lì in avanti è attivo un servizio navette che porta sino in località Sauch, in piena Val San Nicolò. Distante 4 chilometri da Meida, punto di partenza per comode escursioni. 

domenica 14 marzo 2021

Viaggio fotografico - Il Lago di Tret (o Lago di Santa Maria)

Il Lago di Tret, o Lago di Santa Maria, è in territorio di San Felice, dunque rientra nell'Alto Adige, pur essendo prossimo e raggiungibile dalla trentina Val di Non. Si trova a quota 1.604 metri di altitudine, è un bacino artificiale e ha un'ampiezza di 10 mila metri quadrati. Abituale e frequentata meta estiva, è facilmente raggiungibile da Fondo. Una camminata per il Lago di Tret, parte dall'omonima frazione, Tret e passa attraverso i boschi.




martedì 9 marzo 2021

Viaggio fotografico - Il Lago Verde, nel Parco nazionale dello Stelvio

Ai piedi delle vette del gruppo dell'Orltes, c'è il Lago Verde, a quota 2.560 metri di altitudine. Un'appariscente specchio d'acqua, regolamentato dall'adiacente diga, dal forte impatto cromatico. Ci troviamo all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Sulle sponde del Lago Verde, sorge il Rifugio Canziani, da anni gestito dal CAI sezione di Milano. 

Il Lago Verde è raggiungibile dalla val d'Ultimo, in Alto Adige, nel blog LE MIE MONTAGNE vi abbiamo già proposto l'escursione che da Fontana Bianca porta al Rifugio Canziani







venerdì 5 marzo 2021

Viaggio fotografico - I Laghi di Colbricòn

Facilmente raggiungibili da Malga Rolle, i laghi di Colbricòn rappresentano una meta estiva molto frequentata tra val di Fiemme e Primiero. Sono due i laghi di Colbricòn, rispettivamente a 1.922 e 1.909 metri di altitudine. Il lago superiore, il maggiore dei due, ha una profondità massima di 6 metri. Sulle sponde dei due laghi di Colbricòn, negli anni Settanta furono ritrovati resti di bivacchi di cacciatori risalenti al Mesolitico, era intorno agli 8.000 anni fa. 





Veduta sui due laghi di Colbricòn

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lunedì 1 marzo 2021

Viaggio fotografico - I Laghi di Lusia

Uno dei più suggestivi, incantevoli panorami tra Fiemme e Fassa. I laghi di Lusia, tre laghetti alpini sopra quota 2.300 metri di altitudine, sorgono all'interno di un antico cratere vulcanico, ai piedi del suggestivo scenario di Cima Bocche. Le fotografie che trovate nel post sono state scattate dalla trincea, oggi straordinario punto di osservazione e durante la Prima guerra mondiale combattuta terra di confine, a quota 2.425 metri. I Laghi di Lusia sono tre. Il maggiore si trova a quota 2.334, poco più in alto si trova il secondo laghetto a quota 2.352. Guardando Cima Bocche, e scorrendo lo sguardo a destra si troverà il terzo, più distanziato lago di Lusia, a quota 2.380. Sulle sponde del maggiore dei tre laghi, sorge il Bivacco Sandro Redolf. 



Da questa angolazione, scendendo dalla trincea, si ammirano tutti e tre i Laghi di Lusia. Sul lato destro della fotografia, si vede infatti anche il terzo, più distanziato lago.





I laghi di Lusia si possono raggiungere salendo dagli impianti del Castelir (Bellamonte) e poi Passo Lusia, oppure da Malga Bocche. Entrambe le camminate, che volendo possono formare un anello, vi porteranno dentro splendidi panorami e in una lussureggiante flora. 



martedì 25 agosto 2020

Il borgo di Castello di Fiemme in fotografia

Ho fatto una passeggiata per il centro di Castello di Fiemme, luogo natale della madre di Giovanni Segantini e tra i primissimi abitati di Fiemme risalendo l'Avisio. Il borgo conserva decine di abitazioni antiche, dei primi del Novecento, con struttura e balconi in legno. L'utilizzo della legna è ancora centrale nell'abitato di Castello, con la stragrande maggioranza delle case abitati dai residenti a incastonare, sin dall'inizio dell'estate, cataste di legna che saranno poi bruciate in autunno e in inverno. Singolare anche la piccola stalla (fotografata) ancora attiva al piano terra di un'abitazione rurale. Convivenza casa-stalla che solo qualche decennio fa era la norma, ora sempre più eccezione. Interessante anche l'operato, scoperto camminando per le vie di Castello, della locale associazione culturale "La bifora" che, tra le altre cose, promuove il book crossing per le strade del paese. 

Fotografie scattate nel luglio 2020







Una piccola stalla al piano terra. L'abitazione è al primo piano



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sabato 8 agosto 2020

Due anni dalla Tempesta Vaia, le ferite e i danni ancora visibili a Passo Lavazè e in Fiemme

La notte del 29 ottobre 2018, la Tempesta Vaia ha flagellato ampie zone di Trentino, Alto Adige e Veneto. Tra i punti più colpiti la val di Fiemme e la val d'Ega. In Fiemme, i boschi attorno al Passo Lavazè e nella Foresta di Paneveggio sono stati pesantemente flagellati. Qualche chilometro più in là, in Sud Tirolo, è stato il paesaggio montano del Lago di Carezza a essere devastato.

Visuale della devastazione di Vaia da Passo Oclini.

In quelle drammatiche ore, i venti arrivarono a superare i 200 chilometri orari tra Trentino e Veneto, abbattendo milioni di alberi. A due anni di distanza, il lavoro eroico e incessante di pulizia e ripristino è tuttora in corso e, nella migliore ipotesi, avrà ancora alcuni anni davanti a sé. Il paesaggio ne è tuttora fortemente segnato e rivoluzionato. Quasi irriconoscibile il Lavazè, un tempo totalmente attorniato da larici e abeti, oggi ancora profondamente ferito, specie nei tratti visibili dalla strada che sale da Cavalese e Varena. Anche nei pressi di passo Oclini il panorama è drammatico. Nelle seguenti immagini, una documentazione fotografica di come i segni di Vaia siano pesantemente presenti anche due anni dopo il disastro.

Visuale dal Corno Bianco.







Tronchi accatastati e danni di Vaia, salendo verso Lavazè.


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