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giovedì 22 agosto 2024

Specialità tirolesi: lo strauben della Malga Ora

Cambiano i tempi, si evolve il turismo in montagna. Una certezza da quarant'anni è la tradizione dello strauben alla Malga Ora. La golosa frittella, servita con contorno di marmellata di frutti rossi, è da sempre caratteristico della struttura a poche centinaia di metri da Passo Oclini e Passo Lavazè, sull'altopiano del Lavazè, al confine tra val di Fiemme e la val d'Ega. 

Una tradizione imperdibile, prima di riprendere il cammino. 

giovedì 13 agosto 2020

CAMMINATA UNDICI - Da Passo Oclini alla vetta del Corno Bianco Weisshorn

Camminata, escursione "DA PASSO OCLINI AL CORNO BIANCO" 

Località di partenza: Passo Oclini (1.989 metri s.l.m.)
Località di arrivo. Vetta Corno Bianco (2.316 metri s.l.m.)
Dislivello in salita: 328 metri.
Categoria escursione: E (escursionistico)
Livello di difficoltà: abbastanza semplice.
Tempo di percorrenza: circa 2h (andata e ritorno), lunghezza totale del percorso circa 3,2 chilometri.

La vetta del Corno Bianco

L'escursione ha inizio dal passo Oclini, poco sotto quota duemila metri di altitudine, nel territorio comunale di Aldino, in Alto Adige. Raggiungibile in auto dalla val di Fiemme (si sale da Cavalese o Tesero verso Passo Lavazè) o dalla val d'Ega. Da Oclini si prende il sentiero H verso il Corno Bianco (Weisshorn). La camminata inizia con una discreta pendenza nel sentiero che sale tra i pascoli erbosi sopra Oclini. Il sentiero sale con regolarità e dopo una ventina di minuti ai verdi prati si sostituisce un fitto panorama di pini mughi. Dopo un passaggio più irto, con gradoni ripidi, si avvicina decisamente la vetta. In un'ora di cammino si raggiunge il Corno Bianco, dalla vetta oltre quota 2.300 si può godere di una delle più spettacolari e complete vedute panoramiche sulle Dolomiti. Vista a 360 gradi, dal Brenta sino al Catinaccio, dal Lagorai al Latemar sino al Sella e alla Marmolada. La visuale dalla vetta di Corno Bianco (Weisshorn) ripagherà la fatica dell'ascesa.

Vista delle rocce sull'ultimo tratto

La salita da Passo Oclini


ALTERNATIVA. Si può prolungare l'escursione, partendo o arrivando a Malga Ora. Tra Passo Oclini e Malga Ora aggiungere ai tempi segnalati, mezzora di cammino. 


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sabato 8 agosto 2020

Due anni dalla Tempesta Vaia, le ferite e i danni ancora visibili a Passo Lavazè e in Fiemme

La notte del 29 ottobre 2018, la Tempesta Vaia ha flagellato ampie zone di Trentino, Alto Adige e Veneto. Tra i punti più colpiti la val di Fiemme e la val d'Ega. In Fiemme, i boschi attorno al Passo Lavazè e nella Foresta di Paneveggio sono stati pesantemente flagellati. Qualche chilometro più in là, in Sud Tirolo, è stato il paesaggio montano del Lago di Carezza a essere devastato.

Visuale della devastazione di Vaia da Passo Oclini.

In quelle drammatiche ore, i venti arrivarono a superare i 200 chilometri orari tra Trentino e Veneto, abbattendo milioni di alberi. A due anni di distanza, il lavoro eroico e incessante di pulizia e ripristino è tuttora in corso e, nella migliore ipotesi, avrà ancora alcuni anni davanti a sé. Il paesaggio ne è tuttora fortemente segnato e rivoluzionato. Quasi irriconoscibile il Lavazè, un tempo totalmente attorniato da larici e abeti, oggi ancora profondamente ferito, specie nei tratti visibili dalla strada che sale da Cavalese e Varena. Anche nei pressi di passo Oclini il panorama è drammatico. Nelle seguenti immagini, una documentazione fotografica di come i segni di Vaia siano pesantemente presenti anche due anni dopo il disastro.

Visuale dal Corno Bianco.







Tronchi accatastati e danni di Vaia, salendo verso Lavazè.


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