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sabato 3 settembre 2016

Maria Piaz, la mare del Pordoi

Maria Piaz, foto vitatrentina.it
Maria Piaz è una figura chiave della storia della Val di Fassa. Chiamata la "mare del Pordoi", la madre del Pordoi in lingua ladina. Ha anticipato i tempi, assicurando un determinante contributo allo sviluppo del turismo in val di Fassa e del Pordoi. L'ha fatto rimboccandosi le maniche per una vita intera. Da una baracca presa in affitto a inizio Novecento all'ideazione e ai lavori per la funivia per il Sass Pordoi. Vedere e anticipare la direzione che prendono i tempi non è da tutti.

Di Maria, sorella della grande guida alpina Tita Piaz, ha raccontato la vita Luciana Palla nel libro "Dal Pordoi a Katzenau". E' la storia di una vita di montagna, di coraggio e sacrificio, di visioni anticipatrici (si innamorò e investì nel Pordoi quando ancora non c'erano strade che portavano al Passo) e scelte sbagliate (interessanti le riflessioni sul matrimonio dal quale uscì con una separazione).

Il libro di Luciana Palla
Nata a Pera di Fassa nel 1877, Maria Piaz fu la prima donna fassana a separarsi dal marito. Donna separata e imprenditrice in un settore - il turismo - che ancora avrebbe dovuto svilupparsi, ma anche una madre internata e separata dai figli. La baracca presa in affitto al Pordoi a inizio Novecento crebbe e, con l'avvento della Strada delle Dolomiti, generò ristoranti, sviluppo, turismo. Una vita non semplice, con tanto di internamento nel campo di Katzenau e poi a Linz dall'aprile 1915 al 1918 per aver aiutato due trentini irredentisti a oltrepassare il confine dal Fedaia.

Una capacità anticipatrice e di visione d'insieme che mai si fermò. Negli anni Sessanta fu infatti Maria, con il figlio Francesco Dezulian, a spingere per la realizzazione della funivia dal Passo al Sass Pordoi che vide la luce nel 1963. A Maria è intitolato il Rifugio in vetta alla terrazza delle Dolomiti e una via di ascensione al Sass. Passando dal Pordoi è doveroso un omaggio a una straordinaria donna di montagna.


mercoledì 24 settembre 2008

Rifugi dolomitici - Rifugio "Re Alberto"


Rifugio "RE ALBERTO"
Si tratta di uno dei rifugi con la posizione più invidiabile nell'intero panorama delle Dolomiti. Ai piedi delle torri del Vajolet, nel gruppo del Catinaccio, il rifugio "Re Alberto", a 2621 metri di altitudine, è meta ambita degli escursionisti e un punto di snodo fondamentale per camminate sensazionali e, per i più esperti, coraggiose arrampicate. 
Il nome è un omaggio a Re Alberto I del Belgio che a inizio Novecento era solito effettuare escursioni sulle Dolomiti, accompagnato dall'esperto alpinista fassano Tita Piaz. Il rifugio è di proprietà privata, gestito da Valeria Pallotta, ed è aperto durante la stagione estiva dal 20 giugno al 20 settembre. E' raggiungibile da Vigo di Fassa (funivia), Pera di Fassa (seggiovie) e anche Nova Levante. 
Sito internet: www.rifugiorealberto.com 




Rifugio "RE ALBERTO" - Altezza 2621 metri
Gestito da: Valeria Pallotta
Strada Parvela 25 – 39036 Badia – BZ
Tel. +39 0462 763428 (rifugio)
Cell. +39 334 7246698
e-mail: 
valeria.pallotta@rolmail.net