Lessinia, pascoli e prati attorno a Malga Lessinia.
La Lessinia si estende tra le province di Verona, Trento e Vicenza. E' una montagna unica, di pascoli e, specie nella parte veneta, dolci curve.
Non è invasa dal turismo di massa che invece contraddistingue d'estate ampia parte delle montagne del Trentino Alto Adige, dunque può riservare piacevoli esperienze di scoperta, in un rapporto intimo tra chi percorre camminate e la natura circostante. Le fotografie qui proposte, sono state scattate nel percorso da Malga Lessinia a Malga Foppiano, al confine tra le province di Verona e Trento.
Rimasi incantato davanti a questa immagine. Ero in una baita in val di Fassa. Lì, attorno a un camino, ebbi la fortuna di trovare il volume "I colori dei monti Pallidi". E con quel libro fotografico, iniziai a interessarmi delle fotografie di Flavio Faganello, grande fotografo della montagna trentina.
Sono intensi ritratti di una vita montagna che è contemporaneamente passato e presente. Nell'immagine che mi ha conquistato (e che ripropongo nel blog) sono ritratti alcuni giovani in val Venosta, immortalati una mattina d'inverno mentre percorrevano il quotidiano tragitto per raggiungere la scuola.
"I colori di monti Pallidi" è stato edito nel 2009. Raccolta di foto di Flavio Faganello. Priuli&Verlucca editore.
Si può parlare di montagna, anche attraverso un fiore. Attraverso un incantevole, rarissimo fiore. Ci troviamo nella Lessinia, all'interno della Foresta di Giazza, nel gruppo del Carega al confine tra province di Verona, Trento e Vicenza, dove una volta all'anno sboccia una meravigliosa orchidea.
Comunemente nota come "scarpetta di Venere", va in fioritura tra l'inizio e la metà di giugno. Un incontro meraviglioso, che la natura montana dell'Est veronese al confine con il Trentino sa regalare.
Per raggiungere il gruppo del Carega, si può partire con numerose camminate ed escursioni dal Rifugio Revolto, 1336 metri sul livello del mare, raggiungibile da Giazza, nel comune di Selva di Progno (Verona).
Lago di Garda e val di Fassa si confermano i punti focali del turismo trentino d'estate, anche nei dati ufficiali della stagione 2018 diffusi dal Servizio Statistica provinciale. Dati confermati rispetto all'annata 2017, sia per l'area dell'Alto Garda, con il boom di turismo da Germania e Nord Europa verso il microclima gardesano, sia per l'area fassana che si conferma, per distacco, la valle più turistica del Trentino, sia in estate che in inverno.
Tra le prime cinque aree geografiche per presenze nell'estate nel 2018, tutte in crescita tranne la val di Fiemme, in lieve calo.
Presenze turisti in Trentino, estate 2018.
Garda Trentino 1.151.564 (1.194.000 nel 2017)
Valle di Fassa 1.123.890 (1.120.000 nel 2017)
Dolomiti di Brenta - Paganella 658.200 (643.000 nel 2017)
Valli di Sole, Peio e Rabbi 612.498 (595.000 nel 2017)
Val di Fiemme 452.906 (459.000 nel 2017)
Ho scritto un libro. Si intitola "Lo sport è una cosa seria", pubblicato da Editoriale Sometti e uscito nelle librerie lo scorso mese di dicembre. E' un libro che racconta, secondo il mio punto di vista e gli incontri che ho avuto, il rapporto attuale tra l'essere umano e lo sport. E nel libro non poteva mancare il riferimento a una delle mie grande passioni. La montagna. Il capitolo "Sul concetto di vittoria" è un approfondimento sulla scelta dell'alpinista Tamara Lunger durante la scalata invernale del Nanga Parbat e di come questa scelta sia stata rilevante, rivoluzionaria e ispiratrice.
SINOSSI. Un viaggio lungo quattro anni, come l'intervallo tra due Olimpiadi, alla ricerca di un senso profondo dello sport nella società contemporanea. Dal prezzo che le periferie sportive pagano alla globalizzazione - con i campi di calcio in periferia che diventano teatri di violenza, aggressioni ad arbitri e risse tra genitori - sino ai luminosi germogli di riscatto. Dati, analisi e incontri sono raccontati attraverso sfumature molteplici che descrivono mondi apparentemente opposti. Lo sport contemporaneo governato dalla finanza globale riesce infatti ad imporre modelli e brand universali ma può anche raccontare di maternità e integrazione, migrazioni e guerre, malattie e pressioni, imprevisti e ripartenze, maschilismo ed emancipazione. Insegna che, in fondo, ci si può rialzare dopo un incidente, resistere a condizioni invalidanti o sistemi deviati, emanare umanità e dolcezza, continuare a vivere proprio grazie ai valori universali e primitivi insiti nella pratica sportiva.
Un momento della presentazione del libro "Lo sport è una cosa seria"
alla libreria La Feltrinelli di Verona lo scorso gennaio.
I boschi feriti, gli alberi spezzati. Un colpo al cuore. Le immagini arrivate nelle scorse ore dalla val di Fiemme, dalla val d'Ega e dall'Agordino lasciano senza parole. Una disastrosa tempesta di vento ha raso al suolo ettari e ettari di boschi tra Trentino, Alto Adige e Veneto bellunese. Una furia sconosciuta, un evento che nelle valli non trova riscontri nei decenni passati. La foto a fianco, di Predazzoblog.it, racconta di alcuni dei danni sulla strada che sale a Passo Rolle. Paneveggio in val di Fiemme e Carezza in val d'Ega i punti più colpiti dell'area dolomitica di Fiemme e Fassa. Un danno che potrebbe avere anche una pesante eredità idrogeologica, visto che le migliaia di alberi abbattuti dal vento garantivano la stabilità del bosco e della terra di montagna. Ampi tratti delle valli di Fiemme e Fassa sono restate senza energia elettrica per ore, in alcuni casi anche per giorni. Passi chiusi per motivi di sicurezza, dal Pordoi al san Pellegrino, dal Fedaia al Valles.
Di seguito gli aggiornamenti forniti dal sito Predazzoblog.it sulla situazione sopra Bellamonte: "La strada presenta criticità nel tratto subito dopo Bellamonte al ponte della Vallaccia fino alla diga di Fortebuso per piante cadute e sassi e nel tratto dopo la galleria fino a Paneveggio. Un grosso masso ha sfondato la sede stradale nei pressi della diga di Fortebuso. Da Paneveggio al Passo Rolle la strada è stata sgomberata dagli alberi ma lo scenario è davvero desolante. Ci racconta Michele Barigelli che a tratti si stenta a riconoscerne il luogo, è cambiata la fisionomia con lunghi tratti di bosco raso al suolo. La situazione al Passo Rolle è abbastanza buona, nonostante sia stata scoperchiata la casa dei Demez dove è subito scattata un’operazione di solidarietà anche da parte della Guardia di Finanza di Passo Rolle che si è resa disponibile con i suoi uomini ad aiutare nel ripristino provvisorio del tetto. Qualche danno si è registrato nelle adiacenze della Capanna Cervino e qualche piccolo allagamento nei seminterrati degli hotel".
Intervistato dal Corriere della Sera, Reinhold Messner ha puntato il dito sulla sensibilità (mancante) verso il riscaldamento globale. "Sono eventi che dovrebbero insegnarci qualcosa, ma la gente non capisce, non si rende conto, vota chi chiacchiera, chi ci riempie di parole vuote, come Trump. Anche in Italia un evento del genere dovrebbe lasciare il segno e far pensare, insegnare che se non si prendono i provvedimenti necessari, il terreno non regge più".
Da Youtube, gli effetti dell'alluvione ad Alba di Canazei in val di Fassa.
E' un'antica tradizione tirolese, ladina e trentina. Sarà capitato a molti di incontrare una casa, una stalla, un ricovero attrezzi, un baito con alcune lettere e numeri scritti in gesso sulla porta. E' il benvenuto che le valli tirolesi, le genti trentini e le popolazioni ladine ogni anno danno ai re magi.
Il benvenuto ai magi, anno 2018
Prendendo come esempio, la fotografia qui proposta. 20.KMB.18 si può tradurre in "Anno 2018, dove K, M e B sono le iniziali dei magi (Kaspar, Melkior e Balthasar, in italiano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre)". Ci sono anche alcune varianti in CMB, o GMB, a seconda della dicitura di Gaspare. E' la tradizione per accogliere, nei giorni antecedenti l'Epifania i Magi nelle proprie case. La scritta in molte occasioni non viene cancellata sino all'anno successivo.